Lettera aperta di un Cavaliere

Carissimi amici e sostenitori,renatoFB

questo è stato per me un “giugno nuovo” ed estremamente emozionante sotto moltissimi aspetti, ho visto il salto di qualità cavalleresco che desideravo da sempre ma permettetemi di fare chiarezza su molti punti.

Tre anni fa ebbi la fortuna e l’onore di conoscere personalmente il Cav. Luciano Artusi, all’epoca Direttore del Corteo della Repubblica fiorentina. Presentai a lui la nostra Associazione del Lion d’Oro e parlai di progetti e visioni cavalleresche future su Firenze trovando in lui disponibilità ed entusiasmo che ovviamente determinò la lenta e crescente evoluzione del nostro gruppo.

Riportai insieme a lui dopo 500 anni la giostra in armatura in Piazza Santa Croce, unico palcoscenico nazionale di altissimo prestigio per le giostre medievali e rinascimentali oltre a ricostituire ovviamente all’interno del corteo della Repubblica fiorentina il gruppo della Cavalleria armata.

Sono stati anni di sacrifici economici ed emotivi davvero importanti , ovviamente non sono mancati gli attacchi da parte di altre associazioni per cercare di prendere possesso di Piazza Santa Croce con le loro iniziative, ma sono sempre comunque riuscito a tener duro e in alcune occasioni anche a scendere a dei duri compromessi, sempre per il bene della Cavalleria fiorentina e di Firenze, riuscendo così a vincere queste battaglie senza fare troppo rumore.

L’anno scorso all’improvviso ecco arrivare il primo soffio di importante rinnovamento all’interno del Corteo della Repubblica fiorentina. In occasione della cena di Gala dell’ Ant (Associazione Nazionale Tumori ente beneficiario della giostra di madonna libertà) ho avuto l’onore di essere premiato con la “medaglia della solidarietà”. Proprio in quell’occasione ebbi modo di avere un lungo colloquio a tavola con il Cav. Artusi dove mi consigliò una svolta, affinchè il gruppo della Cavalleria potesse diventare più forte e qualitativamente più importante. Mi parlò dunque del Cav. Andrea Galluzzo e delle sue grandi doti e potenzialità per far decollare definitivamente questo progetto cavalleresco, oltre alla concreta possibilità di inserire altre persone ricreando così un nuovo Consiglio Direttivo pronto a diventare un potente gruppo di lavoro. Mi consigliò di rimanere nel Direttivo del nuovo gruppo che sarebbe dovuto nascere da lì a poco, invitandomi così ad aiutare i nuovi componenti mettendomi a disposizione con umiltà e serenità utilizzando la mia esperienza accumulata in anni di lavoro. All’inizio rimasi spiazzato ma dopo poco sentii salire un certo entusiasmo dentro di me poichè ebbi quasi immediatamente una visione che mi gratificò come mai successo prima d’ora; decisi dunque di mettermi subito a disposizione e chiesi per prima cosa di partecipare attivamente in questa neo struttura proponendomi però ad una condizione: quella di diventare un Cavaliere di Santa Croce candidandomi quindi per il posto di Capitano della Cavalleria di Quartiere in modo da stare più a contatto con la gente di Firenze e creare una squadra di Cavalieri Azzurri. Feci ovviamente molti passi indietro rispetto alla mia qualifica iniziale ma guadagnando l’identità che ho sempre sognato guardando al futuro.

Ad oggi come sapete questo progetto cavalleresco si è concretizzato in tutte le sue forme ed ha preso il nome di Cavalleria della Repubblica fiorentina di Parte Guelfa e oltretutto è anche cresciuto ulteriormente sul piano numerico e qualitativo.

Se prima ero orgoglioso di essere il Capitano Generale della Cavalleria fiorentina adesso lo sono ancora di più aspirando ad assumere un ruolo che più si adatta alla mia identità cavalleresca.

In questi mesi sono state molte le malelingue che hanno cercato di destabilizzare questo nuovo ambiente sano e dai forti valori e che hanno provato a distorcere la realtà dei fatti accaduti in passato, dunque per me questa lettera rappresenta qualcosa di più che togliermi qualche sassolino dalla scarpa, poiché mi permette di fare chiarezza sui fatti realmente accaduti e dichiarandomi apertamente orgoglioso di essere un Cavaliere Guelfo al servizio di Firenze e dell’Arcidiocesi fiorentina.

Tutto è compiuto, e credo fermamente alla frase che mi fu detta dallo stesso Cav. Galluzzo: “ questo gruppo è benedetto dal Signore!” poiché i segni di questa benedizione si riescono a percepire ogni singolo giorno che passa, segni che fanno ben vedere passione, impegno, cavalleria e fedeltà.

Firenze finalmente ha di nuovo la sua Vera Cavalleria in tutti i suoi aspetti, e posso anche felicemente aggiungere che Piazza Santa Croce è salva da millantatori che volevano addirittura comandare a casa d’altri e farsi belli sfruttando un lavoro che non era il loro.

Un saluto a tutti e un grazie di cuore a tutti coloro che mi hanno sostenuto e continuano a farlo quotidianamente;

Viva Fiorenza!

Renato “Uriel” Di Marcantonio