A.C.F. – L’armeggeria fiorentina

ACCADEMIA CAVALLERESCA DELLA REPUBBLICA FIORENTINA

–  L’ARMEGGERIA FIORENTINA –

 

Armeggiare o “bigordare” (dal nome dell’asta leggera chiamata “bigordo”), come ricorda Francesco da Barberino, era quel gioco o spettacolo che meglio riusciva a dare a chi l’organizzava e a tutti coloro che vi prendevano parte l’opportunità di comparire nel loro splendore al cospetto della città. Essa era inoltre uno degli spettacoli che meglio rispondevano a esigenze di carattere propagandistico: infatti il messere della brigata (e l’esser tale era espressione dello status socio-politico goduto dalla famiglia cui apparteneva)”diffondeva” durante il gioco il proprio prestigio tramite segni e atteggiamenti convenzionali, ormai propri di un linguaggio cerimonioso e rituale. Famiglia e brigata, che restavanoparzialmente in ombra nella giostra, giocavano un ruolo da protagonista nell’armeggeria.Non si trattava dunque di un combattimento: anzi, si avvicina moltodi più ad uno spettacolo coreografico. Si divideva in due momenti ben distinti: il primo costituito dalla “mostra” nel quale la brigata e il suo seguito sfilavano in pubblico, ostentando ogni sorta di ricchezze sia nelle vesti pregiate sia nelle originali e costose bardature dei cavalli e dando prova di destrezza con i cavallie  con le armi; il secondo, considerato il solo e vero momento “militare”, consisteva in una breve corsa e nella rottura delle lance, di solito contro un bersaglio qualsiasi o contro un muro.
L’armeggeria aveva luogo per strada, ma solo in determinate strade e si teneva normalmente di notte, quando il contrasto fra il buio e la luce delle torce creava un’atmosfera di stupore e di estraneamento dal tempo reale. Un’importante armeggeria da ricordare è quella organizzata il 18 novembre 1384 per festeggiare la conquista di Arezzo da parte delle truppe fiorentine.

 

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